Frascati

Posa replica a Buccione: «Lei non è l'ultimo degli intoccabili...»

Il sindaco di Frascati ci ha inviato una lunga lettera per spiegare la sostituzione dell'assessore ai Lavori Pubblici, che si era dichiarato «vittima della partitocrazia, come Prodi...»Intanto Paoletti, nuovo entrato in giunta, promette: «La piscina di Fausto Cecconi sarà ristrutturata...»

Roberto Buccione con l'ex presidente del consiglio Romano Prodi

L'antefatto

Roberto Buccione, architetto ed ex assessore ai Lavori Pubblici del comune di Frascati, ha recentemente criticato l'attuale sindaco, Franco Posa, additandolo come principale responsabile delle tante opere irrealizzate dalla giunta (e promesse ai cittadini) nei nove anni durante i quali lo stesso Buccione ha fatto parte della giunta che ancora governa a palazzo Marconi.

L'intervista pubblicata dal mensile «Il Tuscolo» e ripresa da questo sito, ha indubbiamente avuto una vasta eco.

«Considerando i nove anni di lavoro insieme - ha dichiarato l'architetto Buccione - mi sarei aspettato da Posa una telefonata di solidarietà dopo la sua decisione di sollevarmi dall'incarico per sistemare i grossi problemi che aveva ed ha in amministrazione. Problemi che lo avevano costretto a presentare le dimissioni, ritirate all'ultimo momento...».

Buccione aveva anche parlato di «arroganza del potere», «lentezza dell'ufficio tecnico comunale», di «veti posti da Posa sulla ristrutturazione della piscina comunale e sulla realizzazione del parcheggio multipiano alla stazione Fs».

Ora arriva, dopo due settimane, la replica del primi cittadino.

Un po' in ritardo? Potrebbe sembrare. In realtà Posa punta a «dire a nuora perché suocera intenda...» e l'architetto Buccione, tutto sommato, gli ha offerto un bell'assist.

Ma chi farà la parte della suocera? L'architetto Romualdo Paoletti. Ovvero colui che ha sostituito Buccione in giunta.

Paoletti ha ripreso e ampliato i concetti di Buccione sparando in una intervista a doppia pagina sul «Corriere Tuscolano»
(il giornale che si vanta di aver creato e finanziato, in pieno conflitto d'interessi...) che le opere ferme da tempo (piscina e parcheggi...) si faranno quanto prima impegnandosi in prima persona per la loro realizzazione.

Facile immaginare che nei prossimi giorni ne vedremo delle belle... (FP)

Riceviamo e pubblichiamo

di Francesco Paolo Posa

Egregio architetto Buccione,

sono rimasto particolarmente sorpreso nel leggere la denuncia che lei ha fatto tramite stampa (articolo apparso su Il Tuscolo n. 141, ndr) di essere stato vittima della partitocrazia, condividendo la stessa sorte dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. Nell’apprendere con viva soddisfazione le sue importanti frequentazioni a livello nazionale, vengo però a puntualizzare alcune questioni.

La prima. Mi permetta di fare un distinguo tra lei e Prodi.

Non è stata la partitocrazia la causa che ha fatto dimettere Prodi. Molti partiti sono stati onesti e leali. Il professore non ha avuto alcun tentennamento nel dimettersi quando alcuni noti personaggi della politica che lo sostenevano si sono defilati.

Mi risulta, invece, che lei è stato l’unico, ripeto l’unico, tra tutti i consiglieri di maggioranza e gli assessori a non rimettere simbolicamente a disposizione le deleghe non solidarizzando così con il Sindaco.

Come mai? Perché lei si è posto, unicus, lontano da questa decisione senza fornire dei chiarimenti e mostrando invece un completo distacco da tutti gli altri consiglieri comunali e dalla giunta stessa?

Io, invece, come il professor Prodi il 1 febbraio, quando ho verificato a Frascati posizioni «mastelliane» con tentativi di condizionamenti palesi, ho preferito rassegnare le dimissioni da Sindaco: e mi creda, ero fermamente determinato ad andare avanti e sono pronto a rifare una tale scelta.

Provare per credere!

Per quanto riguarda il fatto che lei è deluso dai partiti, le voglio rammentare che lei con i partiti ha convissuto, nel senso che è stato regolarmente iscritto prima al partito della Margherita e poi al Partito Democratico di Frascati, dove recentemente con un nobile gesto ha partecipato alle primarie del Pd, anche se il risultato per lei non è stato lusinghiero.

E poi, perché questo suo attacco verso i partiti ed invece la captatio benevolentiae verso amministratori e dirigenti degli stessi partiti?

Egregio architetto, non sia deluso!

Forse il più deluso dovrebbe essere il sindaco di Frascati, che ha visto alcuni dei suoi eletti nella sua lista civica lungo la strada prendere altre vie e alcuni aderire, per fortuna, guarda caso nei partiti.

Caro architetto penso sia anche da evitare il fatto che lei si rammarica perché non ha ricevuto una telefonata!

Deve essere sincero! Mi sarei aspettato io una telefonata di ringraziamento per averle garantito una durata di nove anni del suo mandato, cose da prima Repubblica, in un assessorato nevralgico come quello dei lavori pubblici, dove, devo ammettere con sincerità ed onestà, nei primi cinque anni ha mostrato serio impegno.

Nell’ultimo anno e mezzo il sindaco di Frascati, ma anche gli altri amministratori, da lei hanno ricevuto al massimo cinque-sei telefonate, avendo lei svolto a latere un’attività amministrativa forse non sempre relazionata non soltanto con il sindaco, ma con la giunta comunale, l’amministrazione, il suo partito e la sua maggioranza.

Poi, l’arroganza del sindaco.

Il sindaco è stato fin troppo paziente, ha aspettato - anche in giunta - informazioni su una serie di lavori, di presenze e di attività. Invece, non ha mai avuto da parte sua notizie se non tramite bravi dipendenti.

Trovo poco corretto riversare in maniera generica responsabilità sui lavoratori del Comune, sapendo che la gran parte di loro è preparata, seria e ha dimostrato dedizione e grande abnegazione per la città, stando sempre presente anche nei momenti di sua assenza, portando avanti una serie di progetti ed opere che sono sicuramente di grande portata e frutto di una valida coralità, dove tutti sono stati protagonisti.

Tutti in maniera eguale, senza narcisismi e vanità.

E ancora: il sindaco ha posto veti sulle cose da realizzare.

È singolare, incredibile, che lei accenni alla realizzazione del multipiano della stazione.

Le domando: ma lei sa che la proprietà dell’area non è ancora del comune ma delle Ferrovie dello Stato e che stiamo intrattenendo rapporti estremamente difficili con le FS per acquisire la proprietà: lo chieda all’assessore Toppi.

Che cosa avrebbe dovuto fare il comune di Frascati, compiere lavori su un terreno che non è di sua proprietà?

Invece di dare queste notizie senza fondamento rifletta sulla lentocrazia degli altri.

Caro architetto forse è meglio che lei tralasci la questione della piscina comunale, della quale lei ha sempre condiviso con la giunta comunale ben altra destinazione (le farò leggere anche alcuni resoconti!), concordando di recente anche sulla scelta dell’area per realizzare un asilo nido.

Le chiedo: come mai proprio ora lei pone tali questioni?

E poi mi risulta che dovrebbe ben sapere, o sbaglio, che nel mese di settembre si inaugurerà una nuova piscina su via Minardi, nell’Istituto delle Suore Filippini.

Sa anche bene che a Tor Vergata, al confine con il nostro comune, verrà costruito lo stadio del nuoto su progetto dell’architetto Calatrava.

A questo punto le chiedo un pronunciamento sui programmi di edilizia sportiva e se solo Frascati, sempre Frascati, deve risolvere i problemi dei comuni circostanti con pesanti aggravi di traffico.

Lei si ritiene intoccabile.

Io ringrazierò per tutta la vita le donne e gli uomini di Frascati che mi hanno consentito di essere sindaco.

Sì, grazie di cuore! Lei invece quasi rivendica la continuazione di una sua nomina di assessore come se questa le sia dovuta come un titolo nobiliare a vita, un’onorificenza.

Le ricordo che altri consiglieri eletti anche loro da nove anni, con molta compostezza e fedeltà, pur avendo diritto quanto lei, non hanno mai accampato pretese ed esercitato pressioni o, ancor peggio, fatto il cosiddetto «salto della quaglia».

E poi, perché un sindaco non deve rivedere la sua squadra quando il primo ad essere ogni giorno sotto esame dai cittadini è proprio lui?

Perché lei che è stato spesso assente negli ultimi due anni (spero per il successo della sua professione) ora si risente di tali decisioni?

Ma nelle stagioni precedenti, lei ha informato di questi progetti cui lei ha accennato il segretario di un partito, la maggioranza, il suo gruppo e lo stesso sindaco?

Oppure si è mosso informando soltanto alcuni nel corso di riunioni conviviali a cui spesso partecipa?

Voglio però rassicurarla che pur con qualche difficoltà la nostra amministrazione non ha mai avuto e non ha oggi l’acqua alla gola e la riprova è che i cittadini elettori hanno sempre premiato le nostre proposte, le nostre scelte e anche il sottoscritto.

Stia sicuro che dopo di lei non ci sarà il diluvio.

E neanche dopo Franco Posa, perché aiuterò con molta sobrietà, se mi verrà richiesto, la prossima amministrazione comunale. 

Voglio anche rassicurarla sul fatto che non permetterò anche ad altri atteggiamenti personalistici, ed interverrò con decisione verso chi non dimostrerà lealtà e senso di squadra, preferendo fare «gara da solo» per misere scelte preferenze personali, non comunicando con la giunta ed il sindaco.

Anche nei prossimi giorni, con le dovute conseguenze.

A volte, a me è sembrato che lei abbia agitato mega problemi di massima per non entrare invece nelle più concrete problematiche cittadine.

Mi creda architetto, Frascati va servita con rispetto ed umiltà.

A bassa voce, evitando clamori che possono danneggiare lo schieramento anche dell’amico prof. Romano Prodi, che è vivo e presente anche nella nostra amata Frascati.

Francesco Paolo Posa, sindaco di Frascati

www.iltuscolo.it - martedì 1 luglio 2008

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