Alle Scuderie Aldobrandini

Modigliani, immagini di una vita: mostra aperta fino all'11 gennaio

Femme aux macarons è l'opera del 1917 realizzata dal grande artista livornese ed esposta per la prima volta in Italia a Frascati

Ad arricchire l'esposizione, con opere dedicate al Maestro, quattro grandi artisti contemporanei: Diodato, Mambor, Patella e Pisani

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Il quadro di Modigliani esposto per la prima volta in Italia a Frascati

Nostro servizio

FRASCATI - Alle Scuderie Aldobrandini è ancora visitabile la mostra «Amedeo Modigliani, immagini di una vita».

La mostra, a cura di Massimo Riposati per le Edizioni Carte Segrete, si avvale della partecipazione del Modigliani Insitut Archives Legales Paris-Rome, che mette eccezionalmente a disposizione lettere, fotografie e documenti in gran parte inediti, provenienti dagli Archivi raccolti dalla figlia di Modigliani, Jeanne, dal primo dopoguerra e poi amorevolmente conservati ed ampliati dall’attuale archivista Christian Parisot.

Per la prima volta in Italia è esposta un’opera dipinta nel 1917, La Femme aux macarons, ed una serie di elaborazioni fotografiche realizzate in esclusiva da Anna Marceddu, che illustrano il percorso di Amedeo Modigliani, dalla Sardegna alla Toscana, da Venezia a Parigi, raccontando per immagini le emozioni, i segni e le tracce del complesso rapporto tra l’opera e la vita del grande Maestro.

Di assoluto valore spettacolare la cartolina stroboscopia inviata da Frascati all’amico Manlio Martinelli con le indicazioni autografe, in italiano ed in ebraico, «Fresco Frascati», «...Vedo doppio», segnale di un raro momento di volontà ironica nella vita di Modigliani.

Su invito del curatore ed in esclusiva per questa esposizione quattro tra i più noti artisti italiani, Baldo Diodato, Renato Mambor, Luca Maria Patella e Vettor Pisani hanno realizzato un «Omaggio a Modigliani», quasi una mostra nella mostra, con opere ispirate alla poetica del grande maestro italiano, realizzate conservando le proprie personali specificità e originalità artistiche.

«La mostra che ospitiamo alle Scuderie Aldobrandini vuole stabilire un collegamento tra Modigliani e la sua opera con una proiezione che allo stesso tempo ci separi da quel momento storico e ci faccia guardare al futuro - ha dichiarato l’assessore Stefano Di Tommaso -. Quel futuro a cui siamo particolarmente attenti, avendo proposto in questi anni una continuità di eventi che vedono protagonisti importanti artisti contemporanei».

Il trasferimento del Modigliani Institut da Parigi a Roma, con il passaggio di oltre 6.000 documenti appartenuti all’artista e conservati per oltre 50 anni nella capitale francese, ha rappresentato il primo fondamentale passo per restituire all’Italia la “memoria” del genio livornese: oggi l’impegno del presidente del Modigliani Institut, Christian Parisot, del Vicepresidente Massimo Riposati e del Segretario generale, Luciano Renzi è di creare le condizioni economiche, logistiche e istituzionali per la nascita della Casa Modigliani in Italia, in collaborazione con ANCI, UPI e CIDAC, promuovendo una serie di attività di divulgazione storica e scientifica, perché la Casa Modigliani divenga un luogo innovativo e contemporaneo in grado di sviluppare una più ampia conoscenza sulla vita e l’opera dell’artista livornese, per attrarre turismo culturale e aggregare studiosi, accademici e operatori culturali di tutto il mondo.

La lenta ricostruzione dell’itinerario italiano di Modigliani prende il via in Sardegna, dove Flaminio, il padre dell’artista, a Iglesias possedeva la quarta proprietà in termini di estensione dell’isola: uliveti, vigneti e una miniera, che davano solidità all’impresa Modigliani.

Il percorso prende quindi in esame l’apprendistato artistico che Modigliani ebbe a Livorno, con il maestro Guglielmo Micheli e nella frequentazione della Libera Scuola di Nudo di Firenze, sotto la guida di Giovanni Fattori.

Ma soprattutto si concentra sui numerosi soggiorni che l’artista ebbe a Firenze, Roma e Venezia, o ancora a Pietrasanta, dove, lui che si è sempre sentito scultore, vide le cave di marmo che servirono per le sculture di Michelangelo.

Quindi Parigi, tra Montmartre e Montparnasse, negli anni tra il 1906 ed il 1920, quando nella capitale francese si riuniva il meglio della cultura europea, da Matisse a Picasso, da Severini a Boccioni, da De Chirico a Marinetti, da Van Dongen a Kisling, a Max Jacob, Brancusi e Soutine.

La mostra è realizzata grazie al contributo della Regione Lazio - Assessorato alla Cultura e della Provincia di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali. Servizi Museali Zetema Progetto Cultura.

E' visitabile fino all'11 gennaio 2009

www.iltuscolo.it - lunedì 22 dicembre 2008

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