di D. Des. per «Il Messaggero»
ROMA - Alemanno: «Basta con quelle case sovietiche. Servono quartieri a dimensione più umana»
«Se riusciamo a far decollare il master plan che abbiamo in mente basteranno 5-6 anni per ricostruire Tor Bella Monaca.
Non dieci mesi ma neanche 25 anni».
A parlare è il sindaco di Roma Gianni Alemanno che ieri mattina (nei giorni scorsi, ndr) nel corso della trasmissione di Rai3 «Cominciamo bene» è tornato alla carica sull’idea shock lanciata la settimana scorsa dal palco della manifestazione Cortina InConTra: demolire e ricostruire il quartiere definito peggiore di «Corviale e Laurentino 38».
«Ci sono due scelte di fondo nella crescita delle città - ha spiegato il sindaco al conduttore Michele Mirabella (foto) - possiamo pensare che le città continuino a crescere consumando altro terreno agricolo continuando a diventare sempre più vaste e complesse e avere un impatto negativo sul territorio, oppure possiamo pensare a ricostruire le periferie»

E ancora: «Demolire e ricostruire le periferie non è un’eresia. Lo si fa in ogni parte del mondo. Solo in Italia è una cosa rarissima ed è fatta in pochissime occasioni. Tor Bella Monaca può essere il laboratorio di questa esperienza per due motiv: per il fatto estetico che è evidente a tutti e per il carattere funzionale.
Oggi Tor Bella Monaca, essendo stata costruita malissimo 30 anni fa, è un luogo fortemente degradato anche dal punto di vista di abitabilità».
Alemanno quindi traccia le linee guida di quello che è la sua idea di intervento: «È possibile immaginare una progressiva demolizione e ricostruzione, costruendo prima delle case nei terreni limitrofi e poi procedere alla demolizione e ricostruire su quel territorio.
È sostenibile dal punto di vista economico.
E’ chiaro che deve essere inserito in un piano casa però è un dato cui noi non possiamo rinunciare.
Non possiamo siamo pensare di dare il futuro di Roma con delle cisti urbane negative come Tor Bella Monaca. Si può pensare di abbellirla, di risistemarla, ma costa di più».
Scettico sul progetto e soprattutto sui tempi un altro ospite della trasmissione, l’ex prefetto di Roma, Achille Serra, oggi deputato eletto nelle fila del Partito Democratico.
«Se il sindaco ci riesce, ben venga - ha detto Serra - ma mi riesce difficile pensare che questa operazione possa essere realmente realizzata, ci vorranno dai 25 ai 30 anni per costruire un quartiere dal nulla».
E Alemanno (foto) replica: «È chiaro che il problema delle periferie non è solo un problema di strutture di case, è un problema sociale culturale di integrazione.

Nessuno sta negando questo - ha detto il sindaco - il problema è che oggi a Tor Bella Monaca in molti edifici non si può proprio vivere.
Ci piove dentro. Allora cosa fare?
Ci mettiamo a rabberciare quelle case sovietiche che stanno lì o ci mettiamo a fare una cosa diversa?
E’ un’architettura sovietica. Se lei va all’est europeo c’è un grandissimo sforzo per demolire quegli edifici e dare nuove periferie, nuovi quartieri a dimensioni più umane».
Critico Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio: «Il problema delle periferie si riassume in una mancanza di infrastrutture e servizi - dice - occorre quindi predisporre per queste aree della capitale, un piano di investimenti pubblici volto a colmare una cosi grave lacuna. Questa la vera priorità».
E aggiunge: «Dietro l’annuncio del sindaco - continua - sembra celarsi un intento speculativo più che la volontà di risolvere un problema estetico.
Non si può pensare di demolire e ricostruire senza un vero e proprio progetto in questo senso. Costruire a fianco del quartiere una parte della new town - conclude Di Berardino - si tradurrà in un ulteriore consumo del territorio senza di fatto risolvere il problema».
www.iltuscolo.it - venerdì 4 settembre 2010