Monte Porzio Catone

Per la Promozione Castelli Romani inizia il vero «de profundis»

La società per azioni con capitale pubblico-privato nata anni fa per rilanciare il settore turistico locale è vicina al fallimento

Tra i Comuni che l'hanno ideata è iniziato
il «fuggi-fuggi» generale ma in molti si chiedono
chi coprirà le perdite accumulate e pagherà i debiti ai fornitori

Giocattoli e dispettucci, vinti e vincitori

Per la PCR spa, la società di promozione turistica dei comuni dei Castelli Romani nata alcuni anni fa, è molto vicina la pronuncia del «de profundis».

A decretare la fine dell'iniziativa fortemente voluta dal centrosinistra castellano, prima ancora dei giudici fallimentari, è stato l'atteggiamento degli stessi amministratori pubblici locali.

Quelli di Rocca di Papa e Monte Porzio Catone in testa.

I quali, dapprima hanno fortemente voluto il giocattolo, poi lo hanno pian piano abbandonato, lasciandolo scarico e senza pile, quando hanno capito che non erano in grado di farlo funzionare e comprendere bene a cosa servisse veramente.

Ciò è avvenuto, come spesso accade in tante altre situazioni che hanno a che fare con la politica, quando il giocattolino è finito in mano (dopo il classico ponte, ponente e pontepì, tappe tapperugia...) a chi avrebbe fatto meglio a divertirsi con ben altri giochi, ad esempio il classico Lego per le costruzioni.

Meno male, lo diciamo per i cittadini, che il gioco da spartirsi non era il piccolo Chirurgo.

Pure in questo caso, comunque, basta farsi un giro dalle parti della Asl di Albano per comprendere che, forse, anche lì hanno dato il giocattolo sbagliato a qualcuno.

La PCR, per ricordare i fatti, era nata per contrastare sul territorio l'attività aggregativa dell'ATCR (Agenzia Turistica Castelli Romani), nata da poco tempo e considerata vicina al centrodestra, cosa poi effettivamente intuibile con la trasformazione in COLLINE ROMANE TURISMO SPA sotto la copertura politica di Silvano Moffa, sindaco di Colleferro e poi presidente della Provincia di Roma.

Ora, dopo anni di scaramucce e dispettucci, la lunga partita non vedrà vinti e vincitori. Per la PCR è già suonato il triplice fischio dell'arbitro.

I debiti sono un macigno che difficilmente, di questi tempi, troveranno qualcuno disposto ad accollarselo ed allora il «fuggi fuggi», come accade allo stadio al termine degli incontri, è generale.

Ma se Atene piange Sparta non ride, visto che anche per la citata società che ha avuto il genio (o l'irriverente ignoranza) d'inventare un luogo che non esiste (una via di mezzo linguistica tra Colli Albani e Castelli Romani per inserirvi i verdi pascoli del meridione romano) i tempi non sono certo facili.

I bilanci economici non appaiono splendidi come un tempo e più di qualcuno sembra aver trovato motivo per vederci chiaro, soprattutto nella composizione societaria che somiglia al Monopoli in salsa locale.

Le elezioni regionali saranno decisive per il destino di molti giocattoli che rischiano di rompersi fragorosamente e le ultime giornate romane, con il PDL appeso al ricorso al Tar o ad un decreto del governo «salvaoligarchie», tengono tanti con il fiato sospeso.

Chi vince prende tutto, dice una celebre canzone degli Abba, ma questa volta difficilmente, molto difficilmente andrà così.

Fabio Polli

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LA PRC ENTRA IN STATO DI CRISI
di Terenzio Lodadio dal quotidiano Oggi Castelli

MONTE PORZIO - La PCR spa - Promozione Castelli Romani ha convocato l’assemblea straordinaria per discutere la grave situazione finanziaria della società.

Il comune di Monte Porzio Catone ne fa parte in qualità di azionista insieme ad altri comuni dei Castelli.

Le finalità erano di attuare la promozione e la valorizzazione turistica del territorio castellano.

Il comune, con delibera consigliare del 28 settembre scorso, all’unanimità ha espresso la volontà di «recedere dalla partecipazione della società e di vendere le 5608 azioni».

«La situazione della società è deficitaria - dichiara il sindaco Luciano Gori (nella foto sopra) - visto che ha chiuso l’esercizio 2008 con una perdita di 298 mila euro.

Questa perdita ha portato l’azzeramento di tutto il capitale sociale e portato il patrimonio netto ad un valore negativo di 193 mila euro.

Dal punto di vista finanziario la situazione della società è molto critica e si trova con un ammontare di debiti di 600 mila euro ed un credito di 300 mila euro verso la Regione per il progetto Pistw bloccato da quasi due anni per ragioni burocratiche.

Non ha i soldi per pagare il notaio, l’avvocato, le cariche sociali ed il commercialista.

Questo è il frutto - dice sempre il sindaco, ndr - delle scelte scellerate della sinistra: un carrozzone che non ha sortito benefici sul territorio ma ha aggravato notevolmente le casse degli Enti Locali che hanno dovuto ripianare perdite economiche e soprattutto dei privati che resteranno sfiduciati nelle iniziative di promozione del territorio».

Sulla situazione economica della società e sulla sua attività di promozione si erano levate critiche nella passata amministrazione di sinistra, capeggiata dall’ex sindaco Buglia.

Massimo Pulcini, allora assessore al Personale, aveva sostenuto in consiglio comunale che «bisognava prendere il coraggio a due mani e dire che l’attività della PCR è insufficiente da diversi anni. Questo carrozzone politico voluto dal centro sinistra è inadempiente e pertanto dobbiamo chiedere la rescissione del contratto».

Anche l’assessore all’Ambiente dell’ex giunta Buglia, Giuliano Imperatori, aveva sostenuto che «la PCR è un baraccone politico che non ha professionalità ed è inutile creare musei se poi non c’è la gente che li visita. Si parla di risparmi e di economia, quindi troviamo alternative».

L’opposizione di destra nella passata amministrazione non era stata da meno.

Morbidelli dichiarava «il nostro netto rifiuto a continuare a partecipare in una società che finanziamo con decine di migliaia di euro senza alcun consistente ritorno in promozione turistica e marketing territoriale».

«Ci saranno ripercussioni di immagine sul nostro territorio – aggiunge il sindaco Gori – la sinistra si assuma tutte le sue responsabilità».

www.iltuscolo.it - giovedì 4 marzo 2010