di Paolo Foschi per «Il Corriere della Sera»
ROMA - Chi sperava in uno sconto dell'ultima ora, è rimasto deluso. Chi si illudeva che al novantesimo minuto la Regione avrebbe allentato la morsa fiscale sulle famiglie e sulle imprese, magari tagliando qualche costo alla politica per far quadrare i conti, è stato costretto a prendere atto della realtà.
E cioè per i cittadini del Lazio la stangata sarà più dura rispetto alla maggior parte delle regioni italiane.
Infatti, mentre slitta alla prossima legislatura l'abolizione dei (ricchi) vitalizi per i consiglieri regionali, scatta subito l'aumento dell'addizionale regionale Irpef. E colpisce tutti con eguale percentuale di prelievo fiscale: redditi alti o bassi, pensionati o ricchi professionisti. Senza alcuna progressività. Nessuno escluso.
Ecco le cifre.
L'aliquota Irpef un anno fa aumentò per le sanzioni imposte dal governo alla Regione per i conti in rosso delle Asl e passò dall'1,4 all'1,7% (mentre l'Irap, l'imposta sulle attività produttive, passò dal 4,82 al 4,97%).
Appena un mese fa la Regione aveva annunciato con un certo entusiasmo che grazie al trend positivo del piano di rientro dei debiti della sanità, la sanzione era stata eliminata e dunque l'Irpef regionale tornava all'1,4% (e l'Irap al 4,82%). La riduzione è però durata poco.
È stata vanificata dal decreto Salva-Italia.
Il governo, presentando la manovra, ha imposto un nuovo aumento dello 0,33%. L'aliquota regionale balza così all'1,73%. La quota che le Regioni possono applicare è al massimo lo 0,50%. Ed è appunto quanto viene chiesto ai cittadini del Lazio, per sanare il dissesto delle Asl (causato dalla cattiva amministrazione effettuata dai manager nominati dalla politica e non certo dai cittadini).
Tradotto in cifre, su un reddito da 30 mila euro lordi all'anno, l'aliquota Irpef regionale pesa per 519 euro. L'aumento secco imposto dal governo è dunque di 99 euro. Per un reddito da 50 mila euro lordi all'anno, invece la tassa regionale ammonta a 865 euro all'anno, con un aumento di 165 euro.
«Sull'aliquota regionale non abbiamo margine di intervento, abbiamo le mani legate», ha ripetuto ai propri collaboratori la governatrice Renata Polverini in questi mesi. L'opposizione ha cercato però di chiedere almeno un regime di esenzioni e agevolazioni che di fatto rendesse l'aliquota Irpef progressiva in base al reddito.
Niente da fare. «I cittadini del Lazio, oltre a pagare un tributo pesantissimo a causa dei tagli in settori importanti come i trasporti e la sanità, dovranno affrontare l'ennesimo sacrificio. Si tratta di un aggravio di circa 150 euro a famiglia», ha commentato Luigi Nieri, capogruppo in Regione di Sinistra Ecologia Libertà ed ex assessore al Bilancio nella giunta guidata da Piero Marrazzo.
www.iltuscolo.it - martedì 20 dicembre 2011