di Mauro Favale per «La Repubblica»
ROMA - Un milione di euro. Tanto costerà alle casse regionali l'estensione del vitalizio agli assessori esterni della giunta Polverini (ben 14 su 16).
L'articolo 11 del bilancio, in discussione in questi giorni alla Pisana, se da un lato abolisce l'assegno a vita a partire dalla prossima legislatura, dall'altro lo regala anche ai componenti della squadra guidata dall'ex sindacalista Ugl.
Una norma che ha scatenato una bufera di polemiche. I Radicali, che della lotta agli sprechi hanno fatto una delle loro bandiere, hanno calcolato quanto costerà, a partire dal 2015, dalla fine della legislatura, questa estensione:
«Finora la Regione - spiega Rocco Berardo - spende ogni anno 16 milioni e 200 mila euro per pagare 220 vitalizi. Centottanta sono quelli pagati agli ex consiglieri e 40 sono i parenti titolari di reversibilità. Ciò significa che ognuno di questi 220 vitalizi costa alle casse regionali poco più di 70.000 euro l'anno. Moltiplicando per i 14 nuovi assegni che verranno maturati a partire dal 2015 il conto arriva a un milione di euro».
Una cifra importante che, per Berardo, rappresenta il segnale di quanto «la maggioranza sia distaccata dalla realtà. Invece di eliminare questi costi, si aggiunge un capitolo di spesa apposito lì dove non c'era».
Abolito nell'ultimo scorcio della legislatura Storace, infatti, e non reintrodotto da Marrazzo, l'assegno vitalizio per gli assessori tornerà, dunque, (salvo ripensamenti dell'ultima ora) a pesare sul bilancio regionale.
Per Berardo, questo «è il prezzo pagato dalla collettività per lo scivolone della lista del Pdl romano». Allora il partito non riuscì a presentare la sua lista in provincia di Roma e la Polverini ripescò i non eletti nella sua squadra.
«Abbiamo corretto un'anomalia», ha spiegato la governatrice ricordando come anche nelle regioni governate dal centrosinistra, per quanto riguarda il vitalizio, un assessore è equiparato a un consigliere. Una giustificazione che però non convince l'opposizione. Sono tanti, infatti, gli emendamenti che il centrosinistra sta presentando in queste ore per correggere il provvedimento. Alcuni, come quello della Federazione della sinistra, prevedono l'abolizione dell'assegno già da questa legislatura. Altri, come quello di Angelo Bonelli, impediscono di cumulare il vitalizio di consigliere regionale con quello di deputato, parlamentare europeo, o anche con lo stipendio di chi è nominato in «enti pubblici, cda e authority».
Un bel risparmio, visto che tra i 180 che prendono l'assegno i casi di cumulo sono numerosi.
www.iltuscolo.it - giovedì 22 dicembre 2011