Frascati
Di Tommaso prepara
le elezioni e inizia la vendita
delle case comunali

Il Consiglio Comunale ha approvato la delibera «quadro» che dà il via alle dismissioni degli immobili pubblici - Circa 180 appartamenti saranno ceduti a prezzo ribassato agli attuali locatari che potranno pagare, senza mutuo, anche in rate mensili per 30 anni - L'opposizione contesta duramente la decisione della maggioranza: «E' l'ennesima svendita a danno dei frascatani che serve solo per salvare palazzo Marconi dal dissesto finanziario e per cercare consenso elettorale» - Replica l'assessore Iacono: «Tutto nella norma e previsto dal Codice Civile. Le banche sono in difficoltà e noi faremo da soli...»

FRASCATI - Il Consiglio Comunale, nella seduta di martedì 27 dicembre, ha approvato la delibera, proposta dalla Giunta Comunale, di vendita degli immobili ad uso residenziale riguardante il primo edificio in programma, sito in via Fausto Cecconi.

«Il provvedimento - dice il sindaco Stefano Di Tommaso (a sinistra in alto) - segna un altro traguardo raggiunto dall’amministrazione comunale e fa seguito alle altre importanti determinazioni assunte nell’ambito del Piano del miglioramento e della valorizzazione del patrimonio residenziale del Comune di Frascati, quali l’approvazione del Regolamento per la cessione degli immobili a uso residenziale, l’eliminazione di tutte le situazioni di degrado, la realizzazione dei nuovi alloggi, il prossimo completamento dei lavori del cantiere di via Ianari, volto alla ristrutturazione dell’immobile esistente, l’ex asilo infantile Micara, e alla realizzazione di ben 16 nuovi alloggi».

«L’approvazione della vendita delle case di via Fausto Cecconi - afferma il vicesindaco e assessore al Patrimonio Piero Iacono - porta a conclusione un iter avviato nel dicembre 2008.

A Frascati - continua il vicesindaco - sono stati portati a compimento progetti immaginati dalla precedente amministrazione (Posa, ndr) e realizzati gli impegni assunti con i cittadini nell’ottica di un confronto responsabile da parte dell’amministrazione comunale e degli uffici con la città.

Finalmente – conclude il vicesindaco – i conduttori degli appartamenti potranno vedere riconosciute le loro legittime aspettative».

«Con l’adozione di questa importante delibera - sottolinea ancora il sindaco Di Tommaso - si potrà continuare a realizzare nei prossimi mesi quanto contenuto nel programma elettorale. Continua, infatti, l’attuazione di quel Piano Casa cittadino che permetterà di realizzare nuovi alloggi, oltre quelli che in questi anni abbiamo già realizzato, ben 46, così da risolvere i problemi di molte famiglie che hanno necessità».

Soddisfazione è stata espressa anche dal consigliere comunale Pasqualino Di Cicco, presidente della Commissione Patrimonio: «Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione della delibera, più volte esaminata con il contributo di tutti i consiglieri di Commissione, che dà il via all’importante processo di dismissione di parte del patrimonio immobiliare, che permetterà la realizzazione di nuovi alloggi».

Dal canto loro, invece, i rappresentanti della minoranza criticano fortemente l'iniziativa presa dal Comune di Frascati.

«La delibera approvata oggi - dice il consigliere Sandro D'Orazio - dimostra che l'amministrazione Di Tommaso è con l'acqua alla gola, senza più un euro in cassa per le spese folli e le scelte scellerate dell'ex sindaco Franco Posa, e che sta facendo di tutto per cercare di ritrovare un po' di consenso elettorale dopo gli ultimi scandali emersi dalle indagini della magistratura di Velletri.

Anche noi - continua D'Orazio - siamo favorevoli alla riconversione di parte del patrimonio comunale, ma i termini stabiliti dalla giunta Di Tommaso vanno incontro solo agli interessi delle famiglie che già occupano gli appartamenti.

Dov'è - attacca il consigliere - l'interesse collettivo, di tutti i cittadini di Frascati per questa ennesima svendita?

Il primo lotto di 8 appartamenti riguarda una storica palazzina di via Fausto Cecconi che non andrebbe assolutamente venduta! Ogni appartamento è di circa 160 metri quadri. Sapete a quanto sarà ceduto? A circa 200mila euro! Rateizzabili in 30 anni al tasso di legge, ovvero a poco più dell'1%, se il compratore verserà subito il 30% del valore stimato. Ovvero solo 90mila euro! Un vero e proprio regalo per un'immobile che ne vale sul mercato almeno 500mila!».

«Un altro scandalo - aggiunge il collega consigliere Giuseppe Privitera - sta nel fatto che questa pseudo cartolarizzazione serve come il pane alla giunta Di Tommaso solo per chiedere un ulteriore affidamento a qualche banca sulla quale il Comune pagherà interessi salati a fronte di incassi probabili sui quali applicheremo invece solo l'interesse base. Un vero affarone! Ma per chi compra, ovvio...».

«Infatti - chiarisce D'Orazio - agli affittuari che non hanno la possibilità di accedere a un mutuo bancario sarà concesso di acquistare l'immobile con la clausola del Riservato Dominio e ciò significa che l'affitto sarà trasformato in acquisto rateizzato con riscatto all'ultima rata, ma diretto tra affittuario e Comune, senza l'intervento di una banca a fare da tramite. Un altro regalo per chi magari occupa un immobile comunale da anni e ha sempre pagato pochissimo pur disponendo di immobili grandi e prestigiosi. Faccio un esempio: un condomino di via Fausto Cecconi ora paga 380 euro al mese di affitto, con la rateizzazione andrà a pagare solo 300 euro! Dov'è il guadagno per le casse comunali?».

«Insomma - attacca Privitera - prima hanno cercato di coprire i buchi economici con la svendita dei terreni comunali in agro romano, per le quali ci sono due inchieste penali in corso, e ora passano alla dismissione del patrimonio immobiliare. Circa 180 appartamenti finiranno in mano a chi già li occupa oggi pagando un affitto fuori mercato, spesso non avendo più le condizioni per usufruire di canoni agevolati, e ora che facciamo? Glieli regaliamo perché l'incapacità amministrativa di Posa e Di Tommaso ci sta portando al dissesto finanziario? Che cos'è questa? Un'operazione economica o politica? A noi sembra che di economico abbia ben poco...».

«La vendita con Patto di Riservato Dominio a favore del Comune - risponde l'assessore al Patrimonio Piero Iacono - è già stata utilizzata da molte amministrazioni civiche. Per avere subito i soldi a disposizione da destinare alla costruzione di nuovi alloggi e a nuovi lavori pubblici abbiamo proposto a una quindicina di banche di aderire alla nostra cartolarizzazione. Visto il momento di crisi hanno risposto solo alcuni istituti che poi hanno manifestato grosse difficoltà nell'erogare mutui a persone con redditi bassi. Questa era l'unica soluzione praticabile per garantire rapidamente nuove entrate al Comune e non mettere in difficoltà le famiglie che dovranno acquistare gli immobili.

Tra l'altro - spiega Iacono - il contratto in Riservato Dominio prevede tasse e spese di manutenzione degli stabili a carico degli acquirenti anche se formalmente l'immobile appartiene al Comune di Frascati fino al riscatto. Per poter ottenere le agevolazioni previste dalla legge gli acquirenti non devono superare i 42mila euro di reddito. Per le casse comunali liberarci di vecchi immobili sarà un bel risparmio perché non dovremo più intervenire con costose manutenzioni. Molti inquilini hanno sistemato gli appartamenti a loro spese e trovo giusto che ne entrino in possesso a un prezzo agevolato visto che ci sono altri lavori da fare».

Insomma, una buona operazione per le casse comunali o una manovra tutta «politica» alla ricerca di facile consenso elettorale?

Lo sapremo presto. Ma non prestissimo.

Il trio Posa-Di Paolo-Di Tommaso, infatti, conta di arrivare alla firma dei contratti con gli inquilini entro un anno, un anno e mezzo.

Guarda caso poco prima delle nuove elezioni comunali del 2013.

www.iltuscolo.it - martedì 27 dicembre 2011