Frascati

Terreni all'Anagnina, il comune tuscolano dà la sua versione dei fatti

L'inchiesta della magistratura sui terreni ceduti da palazzo Marconi vede indagate 22 cooperative e alcuni dirigenti comunali - L'indagine segue l'esposto presentato alla Corte dei Conti da parte della minoranza che chiede oggi al sindaco di annullare la vendita ritenuta svantaggiosa per il patrimonio cittadino - I 20 ettari, infatti, varrebbero molto di più di 6,7 milioni di euro pagati dai privati interessati a lottizzare l'area

FRASCATI - In merito alla ormai nota vicenda «Anagnina 1», riguardante la compravendita di un terreno del comune di Frascati, oggetto di indagine da parte della Corte dei Conti e della Procura di Velletri, con il rinvio a giudizio di 22 imprenditori e alcuni dirigenti comunali, è arrivata ieri la nota di Palazzo Marconi (sopra la prima giunta Di Tommaso, in carica all'epoca della compravendita) che di seguito pubblichiamo:

«Nei giorni scorsi sono apparsi articoli di stampa che riportano notizie su una indagine in corso - che confermiamo, con i relativi procedimenti assunti - da parte della Procura di Velletri per la cessione di un’area, destinata ad edilizia economica e popolare, da parte del Comune di Frascati a favore del Comune di Roma.

La vicenda trae origine da una richiesta del Comune di Roma per l’acquisto dell’area cui il Consiglio Comunale di Frascati, dopo aver fatto valutare il terreno al perito demaniale nominato dalla Regione Lazio, diede nel 2001 il proprio assenso.

Il valore del terreno venne fissato dal perito in euro 6.700.000 e la Regione, cui spetta la vigilanza sui terreni di demanio civico, autorizzò la sdemanializzazione dell’area e la successiva vendita.

La cessione dell’area si è perfezionata il 28/1/2010 ed oggi la Magistratura sta valutando in particolare un aspetto: il pagamento del terreno non è stato fatto direttamente dal Comune di Roma, ma i soldi al Comune di Frascati li hanno versati  le cooperative che lo stesso Comune di Roma aveva precedentemente individuato come assegnatarie delle aree del Piano di Zona “Anagnina 1”.

Le due Amministrazioni, Roma e Frascati, hanno concordato questa procedura per abbreviare i tempi di conclusione della cessione.

Diversamente il Comune di Roma avrebbe dovuto assumere un finanziamento di circa euro 6.700.000, pagare il terreno a Frascati e poi rivenderlo, sempre alle stesse cooperative, alla stessa cifra, circa euro 6.700.000.

In ogni caso Frascati avrebbe incassato il valore stabilito dalla perizia e le cooperative avrebbero pagato lo stesso prezzo, versando però i soldi al Comune di Roma e non anticipandoli a Frascati per conto del Comune di Roma stesso, come invece è avvenuto.

Per eliminare voci incontrollate si segnala che all’Agenzia del Territorio – Servizio Pubblicità Immobiliare Roma 1 (la ex Conservatoria dei Registri Immobiliari) l’atto in questione è stato trascritto in data 29/1/2010 e dalla trascrizione risulta quale cedente il Comune di Frascati e nuovo proprietario il Comune di Roma.

Lo stesso risulta ad oggi dalle visure catastali: proprietario è il Comune di Roma.

Quindi, diversamente da quanto apparso sul quotidiano «Il Tempo» di sabato 4 giugno il compratore non è cambiato e nessun piano «è andato all’aria».

Attuale proprietario del terreno è il Comune di Roma e non, come si potrebbe intendere dal suddetto articolo, le 22 cooperative cui il Comune di Roma intende successivamente cedere le aree.

In ogni caso la Procura di Velletri sta valutando la vicenda in tutti i suoi aspetti e l’Amministrazione Comunale esprime fiducia nell’operato della stessa confermando disponibilità e collaborazione per ogni necessario chiarimento».

Nella foto a centro pagina Antonio Di Paolo, direttore generale del comune di Frascati, il quale ha seguito fin dal 2001 l'iter per la cessione dei terreni tuscolani

www.iltuscolo.it - martedì 7 giugno 2011