PROVINCIA DI ROMA

Amalia Colaceci: «Il mio piano territoriale è una buona eredità»

L'assessore all'Urbanistica di Palazzo Valentini commenta l'approvazione del Ptp arrivato sul filo
di lana alla votazione.

dal «Cinque Giorni» di mercoledì 13 febbraio 2008

ROMA - Il Consiglio provinciale ha approvato il Piano Territoriale Provinciale Generale. Ne parliamo con l’assessore alle Politiche del Territorio Amalia Colaceci che ha lavorato a questo importante strumento urbanistico.

Allora assessore dopo quattro anni di lavoro il Consiglio ha approvato il Piano. Prima di entrare nel tecnico, ci faccia un suo bilancio.

«Il bilancio è positivo. Il lavoro non è stato semplice, siamo partiti che pochissimi scommettevano che saremmo riusciti a portare a casa il risultato e molti ci ignoravano pensando che la delega della provincia in materia urbanistica fosse, sostanzialmente, vuota. Ha pagato la convinzione della estrema umiltà nel lavoro che stavamo facendo e la fedeltà ad un principio che mi hanno insegnato a seguire: fare con serietà quello che si è stati chiamati a fare».

Certamente un grande lavoro, ma può spiegare in poche battute qual’è la funzione di questo strumento?

«Il piano è uno strumento di pianificazione di area vasta, una specie di esteso piano regolatore, redatto ad una scala, naturalmente, meno di dettaglio dei Prg comunali e pertanto con una valenza più generale. Detto questo, per farmi comprendere, posso dirle che svolge la sua funzione nella individuazione delle caratteristiche che dovrà avere lo sviluppo urbanistico di tutto il territorio provinciale; nella individuazione delle aree di rispetto e di quelle destinate al mantenimento della vocazione agricola e di tutela del paesaggio; nel disegno di tutta la rete infrastrutturale viaria e ferroviaria».

Durante questi anni avete svolto un lavoro in stretto contatto con i comuni, poi avete aperto il percorso di partecipazione con le associazioni, le forze sociali ed i cittadini. Qual’è stato il livello di coinvolgimento e l’interesse riscontrato?

«L’ambizione è stata quella di contribuire ad una svolta culturale nel modo di intendere la gestione del territorio e pertanto era indispensabile e, direi, ineludibile, coinvolgere le amministrazioni comunali, le forze sociali, le associazioni ambientaliste, i cittadini, ove possibile, mediante il percorso di Agenda 21. Tutte realtà e persone che non mi stancherò mai di ringraziare. L’interesse è cresciuto nel tempo. La consapevolezza che tutti hanno acquisito che l’amministrazione provinciale credeva fortemente nel lavoro che stava facendo e la eccezionale novità del decentramento delle competenze da parte della Regione, hanno indotto una partecipazione straordinaria».

Alcuni titoli per raccontare il piano territoriale. Quali argomenti sceglierebbe?

«Redazione della Rete Ecologica Provinciale; 90.000 ettari di nastro verde per la valorizzazione del territorio agricolo e del paesaggio; rafforzamento delle funzioni strategiche che diventano di livello metropolitano; più trasporto pubblico su ferro e gomma; intercomunalità delle scelte; una residenzialità guidata allo sviluppo sostenibile del territorio che garantisca la discontinuità con la città capitale; Parchi Agricoli, turismo, riqualificazione del litorale e molto altro…».

L’assessore regionale all’Urbanistica Pompili ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione del PTPG ed ha voluto sottolineare nelle sue dichiarazioni un apprezzamento per l’impegno da lei profuso nel portare avanti questo lavoro. Cosa cambia, in concreto, nella gestione della materia urbanistica?

«L’assessore Pompili ha fatto in questi anni un grande lavoro ed è stato coerente con quanto aveva promesso sin dal suo insediamento: decentramento. Concretamente questo significa che la Provincia di Roma, una volta approvato il Piano Territoriale dalla Regione, avrà la competenza per l’approvazione di tutti gli strumenti urbanistici dei comuni amministrati. Una rivoluzione che porterà con sé velocità, sburocratizzazione, certezza nei tempi delle risposte».

E per i cittadini?

«Più qualità della vita».

Mi sembra comprensibilmente soddisfatta per il lavoro svolto. Cosa pensa di lasciare a chi verrà dopo di lei?

«Chiunque amministrerà la Provincia di Roma per i prossimi cinque anni, come ho avuto modo di dire in Consiglio, non potrà prescindere dal lavoro del Piano. E questo non perché ho la presunzione di pensare che sia il miglior lavoro del mondo, ma perché è stato fatto insieme ai comuni recependo le loro esigenze e, nella parte normativa, lega le sue scelte alle priorità di investimento che l’amministrazione si darà. Di certo con le osservazioni potrà essere modificato, ma l’impianto del Piano è solido ed è stato elaborato a seguito di uno studio molto approfondito delle dinamiche dell’area romana. Di questo ce ne hanno dato atto tutti. Quindi mi sento di poter dire che lascio una buona eredità.

www.iltuscolo.it - Giovedì 14 febbraio 2008

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