Roma

Regionali, la lista PDL è ancora fuori, il Tar respinge il ricorso

I giudici amministrativi, com'era prevedibile, non hanno accolto la richiesta urgente di sospensiva dei pideillini rinviando al 6 maggio l'udienza dibattimentale

Oggi, intanto, il partito di Berlusconi ha depositato la sua lista ma il centrosinistra ha presentato diffida contro il suo accoglimento alla Commisione elettorale del Tribunale di Roma

dal sito www.ansa.it

ROMA - Il Tar del Lazio con un'ordinanza ha respinto la richiesta con la quale il PdL contestava la decisione della Corte d'Appello di escludere la lista di Roma dalle elezioni regionali.

I giudici hanno fissato al 6 maggio prossimo la discussione di merito sul ricorso del Pdl.

Oggi i giudici non sono entrati nel merito della questione decidendo soltanto in merito alla richiesta di sospensione cautelare del provvedimento di esclusione della lista Pdl Roma dalle elezioni regionali.

TAR RESPINGE RICHIESTE LISTA FORZA NUOVA - Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta con la quale Gianguido Saletnich e Valentino Camponeschi avevano contestato l'esclusione della lista «Roberto Fiore presidente» dalle prossime consultazione elettorali regionali.

I giudici hanno dato lettura soltanto della parte conclusiva dell'ordinanza di rigetto, rinviando a domani la pubblicazione del testo dell'ordinanza.

Il listino collegato alla candidatura a presidente della regione del leader di Forza Nuova Roberto Fiore, era stato respinto definitivamente dalla Corte d'Appello di Roma il 2 marzo scorso, sul presupposto che il delegato alla presentazione della lista non sarebbe stato munito di delega autenticata da un notaio, nonché che non ci sarebbe stata nella lista la rappresentanza di entrambi i sessi in pari misura così come previsto dalla legge.

Roberto Fiore, che era presente in aula e ha ascoltato la decisione dei giudici amministrativi, ha immediatamente lasciato la sede del Tar dicendo che si sarebbe subito recato in Corte d'Appello per presentare nuovamente la lista, facendo leva su quanto previsto dal dl firmato venerdì scorso.

DL NON PUO' ESSERE APPLICATO - Per i giudici amministrativi del Lazio il decreto legge «salva liste» non «puo' trovare applicazione perche' la Regione Lazio ha dettato proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione».
«A seguito dell'esercizio della potesta' legislativa regionale la potesta' statale non puo' trovare applicazione nel presente giudizio», concludono i giudici.

PDL, SICURAMENTE RICORSO A CONSIGLIO STATO - «Sicuramente faremo ricorso al Consiglio di Stato». Lo ha detto il responsabile elettorale del Pdl Ignazio Abrignani commentando la decisione del Tar di respingere la richiesta con la quale il Pdl contestava la decisione della Corte d'Appello di escludere la lista di Roma dalle elezioni regionali.

DEPOSITATA LISTA PDL LAZIO, DECISIONE IN 24 ORE Stamani, intanto, il Pdl ha presentato la lista provinciale di Roma presso l'Ufficio elettorale. A renderlo noto e' stato il coordinatore del Lazio del Pdl Vincenzo Piso il quale ha anche spiegato che «a partire da allora, secondo quanto prevede la legge, l'Ufficio elettorale ha 24 ore per ammettere la lista».

TRA PD E IDV TORNA SERENO, SABATO IN PIAZZA INSIEME - Dopo la tensione dei giorni scorsi, sembra tornare il sereno tra il Pd e l'Idv che sabato manifesteranno a piazza del Popolo insieme a tutti i partiti dell'opposizione, tranne l'Udc. Un appello comune e gli aspetti organizzativi dell'iniziativa sono stati messi a punto in una riunione, in corso oggi pomeriggio nella sede del Pd. La riunione era affollata come non si vedeva dai tempi dell'Unione: i dirigenti del Pd Maurizio Migliavacca e Nico Stumpo, il segretario laziale dell'Idv Stefano Pedica, esponenti di Sel, del Partito Socialista e della Federazione della Sinistra, Gianfranco Mascia, uno dei leader del popolo viola, e anche rappresentanti dei Radicali che domani, nell'assemblea nazionale, decideranno ufficialmente se partecipare alla manifestazione. Le parole d'ordine della manifestazione, che comincerà alle 14 a piazza del Popolo, saranno democrazia, legalità e lavoro e la protesta contro il dl salva-liste si coniugherà con la denuncia dell'inadeguatezza del governo di fronte alla crisi economica. Chi ha partecipato alla riunione parla di concordia dei partecipanti sullo scopo dell'iniziativa «senza nessun distinguo da parte dell'Italia dei Valori, che ha preso coscienza che il governo e' l'unico responsabile del dl-truffa».

D'ALEMA, NO MANIFESTAZIONE CONTRO NAPOLITANO - Il Pd non vuole fare «una manifestazione contro il presidente della Repubblica». Lo ha detto Massimo D'Alema, parlando ad una manifestazione elettorale oggi ad Urbino, in cui si è soffermato sul decreto salva-liste e sulle reazioni degli altri partiti di opposizione. D'Alema ha sottolineato che anche l'Udc «che pure sostiene la Polverini nel Lazio ed e' schierato con il centrodestra, e' critico verso il decreto». «Abbiamo rivolto a Di Pietro - ha aggiunto - un caldo invito a ragionare», anche perchè il Quirinale «è un punto delicato di garanzia. Ci mancherebbe altro che ci mettessimo noi a destabilizzare». Secondo D'Alema inoltre l'attacco al presidente della Repubblica «indebolisce la critica a chi la merita, cioè il presidente del consiglio Berlusconi. La responsabilita' politica di quell'atto è del governo». «L'importante - ha concluso - è che si dia voce al sentire del paese e che ci sia una battaglia congiunta in parlamento».

PD DEPOSITA DIFFIDA CONTRO AMMISSIONE PDL - L'avvocato Gianluigi Pellegrino ha depositato questa mattina per il Pd un atto di significazione che diffida la Commissione elettorale del Tribunale di Roma ad ammettere alla competizione elettorale ciò che il PdL ha in animo di consegnare oggi. «Abbiamo evidenziato - ha spiegato il legale - che nessun deposito può essere effettuato oggi, in particolare quello del PdL. E questo per tre motivi: il primo è che nel Lazio si applica le legge regionale elettorale 2/2005 che non è interessata dal dl. Quindi non c'è nessuna novità legislativa che regoli il procedimento che la Commissione è tenuta ad applicare, perché la competenza è regionale». Il secondo motivo - ha proseguito l'avvocato Pellegrino - è che anche se si applicasse il PdL non ha i presupposti di cui alla norma. Dovevano essere presenti in Tribunale entro le 12 con la prescritta documentazione. Ma nel famoso pacco non sappiamo cosa sia contenuto ma per loro stessa ammissione non conteneva tutto il necessario. Per altro il pacco alle ore 17 del 27 febbraio è stato da loro stessi portato via e dopo due ore mezza, cioé alle 19,30, hanno portato della documentazione presso presso il Comando provinciale dei carabinieri. Tutto ciò è a verbale. Di conseguenza - ha spiegato - non è in nessun modo dimostrabile che ciò che era stato abbandonato nel Tribunale corrisponda a quanto portato in seguito ai carabinieri. Il terzo motivo - ha proseguito l'avvocato Pellegrino - è che la Commissione elettorale ha già consumato il suo potere in tema di ammissione delle liste, tanto è vero che ha già effettuato il sorteggio per la posizione sulla scheda. Il dl che non incide sulla legge regionale che regola il procedimento non attribuisce alcun potere alla Commissione a tornare sulle fasi concluse. Inoltre il divieto della Commissione di tornare indietro sui propri atti è pacifico - ha concluso l'avvocato del PD - ed è stato infatti confermato dalla decisione del Tar della Lombardia sul caso Formigoni».

BONINO,OGGI COMPIO 62 ANNI MA CON DL 26 - «Oggi compio 62 anni ma con un decreto interpretativo potrei farne 26, tanto è un cavillo». Questa è la battuta che la candidata alla presidenza della Regione Lazio per il centrosinistra, Emma Bonino, ha fatto nel corso di un incontro con la fondazione Bruno Zevi. Bonino ha parlato del giorno del suo compleanno dicendo: «In questo Paese si vota sempre verso aprile-maggio. E' come se i miei compleanni fossero sempre condizionati o legati dalle campagne elettorali».

www.iltuscolo.it - lunedì 8 marzo 2010

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