di Anna Paola Polli
FRASCATI - I provvedimenti adottati dalla Giunta regionale in materia di politiche della casa sono stati il tema dell’incontro pubblico organizzato ieri pomeriggio alle Scuderie Aldobrandini di Frascati.
Promosso dall’amministrazione di Frascati per spiegare ai cittadini i dettagli del «Piano Casa» previsti nella legge regionale n. 21 dell’11 agosto 2009 (operativa dallo scorso 4 dicembre), il convegno è stato organizzato in collaborazione con Sviluppo Lazio Spa.
Relatore principale l’on. Mario Di Carlo (nella foto sotto), assessore regionale alle Politiche sulla casa (della giunta uscente), coadiuvato nei suoi interventi da Ercole Zangrilli, assessore all’Urbanistica del Comune di Frascati.
Ha presieduto i lavori il sindaco Stefano Di Tommaso che ha ricordato ai molti intervenuti i traguardi e i risultati delle politiche attivate dal Comune di Frascati in tema edilizia residenziale agevolata e alloggi pubblici a canone ridotto e concordato.
Coordinatore del convegno il dott. Claudio Rosi, nuovo dirigente del settore Urbanistica del comune tuscolano.

«È necessario offrire una panoramica complessiva riguardo ad un problema tra i più sentiti come quello della casa» – ha detto in apertura dei lavori l’on. Di Carlo, spiegando come la problematica «sia purtroppo aumentata dalla crisi dell'economia che sta interessando il nostro Paese».
«La strategia elaborata dalla giunta regionale attraverso il Piano Casa – ha aggiunto Di Carlo – ha obiettivi ambiziosi. La finalità è quella di far uscire il Lazio dall’emergenza abitativa, favorendo la ripresa economica, salvaguardando e riqualificando l’ambiente. Un piano – ha spiegato – ispirato a principi di sostenibilità ambientale e messo in atto con grandi investimenti pubblici».
Molte le risorse previste dal piano in tema edilizia popolare nel quale sono coinvolti i Comuni e l'Ater, ha illustrato ancora Di Carlo , spiegando come siano previsti incentivi per famiglie, singoli, cooperative edilizie, imprese di costruzioni e loro consorzi e sostegno agli inquilini nel pagamento dei canoni di affitto.

«Le misure straordinarie del Piano Casa interpretate e recepite dalla Regione Lazio – ha sottolineato Ercole Zangrilli (a destra nella foto sopra) – agiscono sul problema casa e di rimando sulla crisi del settore edilizio, favorendo le esigenze delle fasce più deboli».
«Purtroppo – ha aggiunto – sono tante le famiglie che non hanno i requisiti per accedere all’edilizia pubblica. Per loro come anche per i giovani interviene l’housing sociale, la possibilità cioè di accedere ad alloggi a canone concordato con la possibilità di riscattare o meno l’abitazione. Un altro aspetto è la tutela e la valorizzazione del territorio con strumenti volti a favorire il riutilizzo degli spazi tramite demolizioni e ricostruzioni di edifici esistenti, anche più ampi, con sistemi ecocompatibili».
«Importante – ha detto ancora Zangrilli – il fattore del premio di cubatura da ottenere seguendo le indicazioni regionali in tema di rispetto dell’ambiente. Da evidenziare – ha concluso – anche la possibilità di usufruire dei piani di sviluppo ambientale che prevedono la possibilità di spostare cubature di residenze da realizzare in zone di pregio, da salvaguardare, a zone meno pregiate ma con la possibilità anche di cambiare destinazione d’uso ottenendo un premio di cubatura fino al 50%».

Purtroppo però, nonostante le buone intenzioni di politici e amministratori, nazionali e regionali, il Piano Casa, secondo quanto denunciato dalle associazioni di categoria e dal quotidiano «Il Sole 24 Ore», in un'inchiesta pubblicata ieri, stenta a decollare per gli intoppi della burocrazia.
A Roma, infatti, sarebbero pochissime le domande di ampliamento e di demolizione con ricostruzione presentate, mentre nella provincia i dati risulterebbero irrisori.
«Sono numeri che non mi meravigliano – ha commentato Esterino Montino, assessore all’Urbanistica del Lazio a Il Sole 24 Ore –visto che c’è stato poco tempo per i tecnici e le famiglie per metabolizzare la legge».
«A ciò si aggiunge il fatto - ha spiegato Montino - che vari comuni, come la stessa Roma, non hanno spinto sugli sconti sugli oneri di urbanizzazione, nella capitale al 15% per gli ampliamenti, rispetto ad un tetto massimo del 30%. Sono convinto – ha ribadito Montino - che a primavera partiranno molti cantieri in tutta la città».
La questione abitativa, considerando le elezioni regionali alle porte, è naturalmente al centro del dibattito politico e anche ieri se n'è avuta testimonianza.
Mentre era in corso il convegno sul Piano Casa del Lazio, all'ingresso delle Scuderie Aldobrandini si è svolto un sit-in di protesta da parte dei sostenitori tuscolani de «La Destra», il partito guidato dall'ex governatore Francesco Storace e che da anni, insieme alle altre organizzazioni di destra, propone di trasformare in legge dello stato l'idea del «Mutuo Sociale» destinato alle giovani coppie, spesso occupate precariamente, non in grado di poter mettere su famiglia come accadeva più facilmente in passato. (Sotto un momento della manifestazione de La Destra)

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Le imprese non colgono finora le opportunità della legge
da «Il Sole 24 Ore - Roma»
«Ci ho messo un paio di settimane per capire che gli inconvienti superavano le opportunità. E ho deciso di abbandonare il progetto».
Angelo Mariani ha da poco rinunciato all’idea di comprare e ampliare un capannone da 750 metri quadrati sull’Appia, nei pressi del grande raccordo.
«L’idea – racconta Mariani – era quella di riunire in uno stesso luogo le due ditte di cui sono titolare, una di protesi dentarie sulla Casilina e un’altra di catering e ristorazione per grandi aziende e Gregna di Sant’Andrea, tra l’Appia e la Tuscolana. Il tutto con l’obiettivo di abbattere i costi fissi».
Di qui il tentativo di sfruttare le opportunità di ampliamento offerte dalla legge sul piano casa anche per gli immobili non residenziali (fino a 100 metri quadrati di espansione, con un costo medio di 800 euro al metro quadrato).
Ma basta un’occhiata agli inconvenienti per desistere.
«Il primo disincentivo – racconta Mariani – è venuto dal divieto di sopraelevare. Un impedimento penalizzante per chi, come me, aveva bisogno di recuperare almeno un metro in altezza per realizzare due piani».
A ciò si aggiunge il mix dei limiti di ampliamento e l’obbligo di adeguamento antisismico della struttura.
«Per rientrare nei costi, valutabili in 1,3 milioni tra acquisto capannone, impianti e lavori di ristrutturazione – continua Mariani – avrei avuto bisogno di almeno il 20% di bonus cubature, rispetto al 10% previsto dalla legge».
Problemi diversi per i fratelli Roberto e Luciano Peduzzi, soci di un’azienda di falegnameria specializzata in infissi al Albano (1,2 milioni di fatturato e 14 dipendenti).
In questo caso ad agire da freno è il ritardo del Comune nell’approvazione della delibera (doveva essere varata entro il 4 dicembre) che fissa gli eventuali sconti sulle imposte da pagare per gli interventi edilizi legati al piano casa.
«Abbiamo approntato una bozza di progetto per l’ampliamento sia del capannone che dello spazio espositivo – dice Luciano Peduzzi – ma siamo in attesa che si definisca il quadro normativo», per ora ancora incerto sul fronte dei costi da affrontare. Le associazioni di categoria ammettono i problemi, ma evidenziano le opportunità della legge.
«L’applicazione del piano casa presentato dal governo come un’operazione anticongiunturale di rapido impatto sull’economia, è stata rallentata di fatto da Regione e Comune – dice Lorenzo Tagliavanti, direttore della Cna Roma (artigiani) – serve un cambio di passo. Le istituzioni dovrebbero lanciare una campagna informativa a tappeto sulle possibilità offerte da questa legge ad imprese e famiglie».
Simile l’opinione di Mauro Mannocchi, presidente di Confartigianato Roma.
«Ci avrebbero fatto comodo meno vincoli sulle cubature – dice – ma resta il fatto che la normativa chiama in causa le nostre aziende sia sul lato della domanda, per le possibilità di ampliamento dei capannoni, sia su quello dell’offerta, per le ditte che eseguono lavori edili. Si tratta di opportunità che cercheremo di far conoscere meglio per accelerare l’uscita dalla crisi».