Roma

Protezione Civile e appaltucci, Zanda chiede il ritorno alle gare

Il vicepresidente dei senatori del Partito Democratico chiede al Governo di ritirare il decreto legge costitutivo della società affidata a Bertolaso

«L'urgenza del terremoto è giustificata, altre situazioni no. A Roma sarebbero stati assegnati appalti per 99 milioni di euro senza nessun bando»

ROMA - «Un Governo attento al decoro delle istituzioni, di fronte all'evidenza dei fatti e alle pressoché unanimi considerazioni degli addetti ai lavori, ritirerebbe immediatamente il decreto legge costitutivo di Protezione Civile Spa e abrogherebbe ancor più rapidamente la legge che equipara grandi e piccoli eventi alle emergenze».

E' quanto ha detto il vicepresidente dei senatori del Partito democratico Luigi Zanda (a sinistra, nella foto, insieme al collega senatore Vincenzo Vita) intervistato da Radio Città Futura.

«Decidere con ordinanze del Governo, che nel loro campo hanno praticamente forza di legge, va bene nell'emergenza del terremoto - ha aggiunto Zanda - molto meno bene se si tratta di fissare gli emolumenti del sovrintendente di Brera o preparare una gara di velisti, che con l'emergenza non hanno nulla a che fare. Tra l'altro - ha concluso il vicepresidente dei senatori del Partito democratico - il fenomeno degli appalti senza gare è evidentemente contagioso, se è vero come pare che, nel 2009, il Comune di Roma ha affidato ben 99 milioni di euro di appalti senza alcuna gara».

www.iltuscolo.it - giovedì 11 febbraio 2010

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