Il giorno della memoria

L’8 settembre 1943 e il tragico e beffardo destino di Frascati

A 67 anni di distanza è ancora viva nella comunità locale l’immane tragedia che la colpì durante la seconda guerra mondiale, quando la città fu rasa al suolo dal bombardamento americano

di Fabio Polli

FRASCATI - A 67 anni di distanza dal tragico bombardamento che distrusse la città tuscolana durante la seconda guerra mondiale, l’amministrazione civica di Frascati celebra oggi «Il giorno della memoria».

L’8 settembre 1943, infatti, Frascati visse la tragedia più grande della sua lunga e gloriosa storia, inerme vittima, suo malgrado, dell’evento che cambiò drammaticamente gli esiti della guerra planetaria in atto e nello stesso tempo il corso della storia recente.

«Il dato più impressionante - ha scritto recentemente Giordano Bruno Guerri – sta nel dato di una ricerca statistica condotta da Arnaldo Ferrari Nasi, secondo la quale buona parte dei nostri connazionali non ha un giudizio proprio sugli avvenimenti di quei giorni: i quali furono una vera e propria bomba atomica sulla società italiana e sul concetto di Italia stessa».

I vertici dell’esercito italiano - riaffidato da Vittorio Emanuele III al generale Pietro Badoglio dopo aver deposto e fatto arrestare Benito Mussolini il 25 luglio 1943 - iniziarono una trattativa di resa, all’insaputa di Hitler, con le forze angloamericane che trovarono concretezza nell’«armistizio segreto» firmato a Cassibile il 3 settembre dal generale Castellano (nella foto sotto).

Fu allora, raccontarono poi i protagonisti della vicenda e gli storici che sulla vicenda hanno scritto pagine ancora poco note a larga parte dell’opinione pubblica, che si compì il tragico destino di Frascati.

L’importanza strategica sullo scacchiere bellico della città tuscolana, che ospitava il Comando Supremo tedesco del Sud Europa, guidato dal feldmaresciallo Albert Kesserling (nella foto sotto), venne resa nota alle forze alleate dagli stessi vertici militari italiani, determinandone in pratica il suo bombardamento.

Frascati, tradita di chi avrebbe dovuto proteggerla, fu completamente distrutta dalle bombe sganciate dagli aerei americani alle ore 12 dell’8 settembre 1943.

Solo a poche ore dal bombardamento, il pomeriggio dell’8 settembre, l’armistizio venne ufficializzato e la guerra cambiò il suo corso: i tedeschi, che fino al giorno prima erano alleati con l’esercito italiano divennero dei nemici e smisero di aiutare la popolazione tuscolana nelle disperate opere di soccorso.

Alla fine si contarono circa 700 morti tra la popolazione civile, con poche vittime tra i soldati tedeschi, i quali occupavano molte ville fuori del centro abitato.

L’11 settembre 1943, tre giorni dopo il tragico bombardamento, Frascati venne dichiarata dai tedeschi «zona infetta» e quindi destinata a essere completamente bruciata per evitare il rischio di epidemie.

A salvarla furono gli eroici uomini del clero locale, guidati da mons. Budelacci e da don Giuseppe Buttarelli, che in soli sei giorni seppellirono tutte le vittime ed evitarono la catastrofe finale.

Una storia terribile, vergognosa, cancellata dalla memoria patria, che lo stesso generale Eisenhower, comandante delle forze americane del Mediterraneo e futuro presidente degli Stati Uniti definì «uno sporco affare…», delegando la firma dell’armistizio di Cassibile al generale Smith.

Da allora sono passati 67 anni ma la comunità tuscolana non dimentica i suoi morti, le sofferenze patite, gli anni difficili della ricostruzione, le tante famiglie che non tornarono più ai giorni felici del tempo che fu.

Una tragedia che ha visto lo Stato italiano aggiungere la sua beffa finale con il riconoscimento della sola medaglia «d’argento» alla città di Frascati e non la medaglia d’oro, assegnata a comunità che patirono uguali sofferenze.

«Non a caso – ha scritto ancora Giordano Bruno Guerri – quella tragica vicenda originò un nuovo verbo nella lingua inglese: to badogliate che indica un’azione maldestra, ambigua, pasticciata, furbastra, venata di tradimento; qualcosa di molto italiano secondo i peggiori luoghi comuni sulla propensione agli intrighi e alla doppiezza. La stiamo pagando ancora nel giudizio internazionale…».

E se qualcuno non la pensa così basti vedere il comportamento di Gheddafi nelle ultime visite in Italia.

Sessantasette anni sembrano tanti. Ma nella storia dei popoli significano solo «ieri».

Programma delle commemorazioni

Mercoledì 8 Settembre 2010


Ore 9.30

Piazza della Porticella

Inaugurazione dei lavori di riqualificazione

Ore 11.00

Cattedrale di S. Pietro Apostolo

Santa Messa celebrata da S. E. Mons. Raffaello Martinelli,

Vescovo della Diocesi di Frascati

Ore 12.00

Piazza San Pietro

Suono della sirena

Minuto di raccoglimento in memoria delle vittime dell’8 Settembre 1943

Ore 17.15

Piazza G. Marconi

Raduno delle Delegazioni

Ore 18.00

Piazza G. Marconi

Corteo verso il Monumento ai Caduti dell’8 Settembre 1943

Ore 18.30

Via Conti di Tuscolo

Cerimonia di commemorazione

Ore 19.00

Via Conti di Tuscolo

Consegna alla Città di Isernia della Medaglia del Presidente della Repubblica.

www.iltuscolo.it - mercoledì 8 settembre 2010