Monte Porzio

Prg, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Gori e «stoppa» il Tar

Nuova puntata dell'ormai nota vicenda del Piano Regolatore di Monte Porzio annullato dai giudici amministrativi dopo il ricorso dell'imprenditore Antonio Pulcini...

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MONTE PORZIO - Nonostante le ferie agostane siano iniziate per molti, si torna a parlare ancora una volta dell'ormai famoso caso del Prg di Monte Porzio, «bocciato» da una sentenza del Tar del Lazio dopo il ricorso presentato dall'imprenditore Antonio Pulcini.

«Il Consiglio di Stato - si legge in una nota diramata dall'amministrazione di Monte Porzio - ha accolto l’istanza cautelare proposta dal Comune e ha sospeso l’efficacia della sentenza del Tar del 21 aprile scorso relativa all’istanza di due ricorrenti con la quale aveva annullato la Variante Generale del Piano Regolatore.

Si torna quindi - spiega la giunta guidata dal sindaco Luciano Gori (nella foto in alto) al piano urbanistico approvato nel 2008, aspettando la definitiva decisione del Consiglio di Stato sul merito della questione».

L'obiettivo richiesto dal mondo politico locale e da molti cittadini, era quello di evitare che al caos determinatosi con l'annullamento della Variante Generale dinanzi al Tar - che lasciava nel limbo dell'incertezza imprenditori e famiglie interessate dal provvedimento urbanistico - si aggiungessero ulteriori danni provocati dal ritorno in vigore del vecchio Prg degli anni '60.

Tutta la vicenda nasce da lontano, esattamente dal 13 maggio 1998, allorquando tra l'amministrazione comunale dell'allora sindaco Sergio Urilli (nella foto sotto con Roberto Buglia) e le società del gruppo imprenditoriale di Antonio Pulcini - proprietarie di un grosso terreno edificabile - viene sottoscritto un accordo che prevede il rilascio in tempi brevi della concessione per realizzare un albergo in località Pilozzo, alle porte del paese.

Accordo che viene rispettato dal comune tuscolano, ma con notevolissimo ritardo rispetto a quanto stabilito e soprattutto necessario all'imprenditore per aprire la struttura alberghiera entro l'inizio dell'Anno Santo del 2000.

Da allora sono passati dieci anni e ci troviamo al punto di partenza, con il Pulcini che non ha più ritenuto un affare realizzare un albergo dopo il Giubileo e che chiede ora di riportare le cubature previste sui suoi terreni alla vecchia destinazione edificatoria residenziale.

Tesi condivisa dai giudici del Tar che hanno poi dato ragione al Pulcini e torto al Comune.La polemica politica esplode fragorosa quando l'opinione pubblica viene a conoscenza del fatto che di fronte al Tar il Comune di Monte Porzio non invia nessun avvocato a difendere il provvedimento urbanistico, cosa che accade con la giunta di centrosinistra dell'ex sindaco Roberto Buglia ma anche con l'attuale primo cittadino Luciano Gori, accusato dai consiglieri di opposizione di essere stato sostenuto in campagna elettorale proprio dall'imprenditore monteporziano con il quale si è aperto il contenzioso urbanistico.

«L’amministrazione - spiega il sindaco Gori - una volta venuta a conoscenza della sentenza del Tar ha immediatamente presentato ricorso al Consiglio di Stato chiedendone la sospensiva in quanto uno strumento fondamentale per la crescita di un paese come il Piano Regolatore Generale è riconducibile alla categoria dei cosiddetti atti plurimi che riguardano una pluralità di soggetti e secondo noi non può essere annullato in toto a causa di un solo ricorso.

L’annullamento dello strumento urbanistico da parte del giudice amministrativo - continua Gori - non può che essere parziale poiché l’interesse fatto valere resta circoscritto a parti specifiche del territorio comunale.

Il Cds ha rilevato la fondatezza del ricorso, sospendendo l’esecutività delle sentenza del Tar nella parte in cui annulla gli atti relativi alla Variante Generale del 2008 che pertanto rimangono pienamente efficaci. Sul merito del ricorso dei ricorrenti si riserva di decidere in seguito.

«Avevamo ragione noi – ha chiosato il sindaco Luciano Gori – quando abbiamo sostenuto in consiglio comunale che non si poteva parlare di annullamento della variante generale. Chi ha voluto soffiare sul fuoco per allarmare i cittadini ora dovrebbe darne conto».

www.iltuscolo.it - mercoledì 4 agosto 2010

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