di Fabio Polli
CASTELLI ROMANI - Che la nomina dei nuovi rappresentanti dei Comuni al Consiglio Direttivo del Parco dei Castelli Romani (nella foto ricordo il direttivo uscente con il personale dell'ente) avrebbero fatto discutere l'avevamo intuito, soprattutto per quanto riguarda la riproposizione di Gianluigi Peduto, presidente uscente e rappresentante del Pd di Frascati, ma non sospettavamo che le stesse fossero state oggetto di «un vero e proprio blitz politico del centrosinistra locale».
Almeno stando a quanto affermano i sindaci dei comuni guidati dal centrodestra (Monte Porzio, Monte Compatri, Nemi e Marino) in una nota diffusa quest'oggi e che ci è stata preannunciata da una «infuocata» telefonata dell'ufficio stampa del sindaco monticiano Marco De Carolis (foto sotto insieme a Giuseppe De Righi).

I sindaci del centrodestra protestano perché sarebbe mancata l'indispensabile «trasparenza» sulla scelta degli uomini da nominare al Consiglio Direttivo e soprattutto perché sarebbero stati tenuti all'oscuro della scadenza per presentare i curriculum dei candidati di riferimento.
In pratica, si lamentano, «tutto era stato deciso e apparecchiato per bene e a noi è toccato solo fare da spettatori».
Sarà andata effettivamente cosi? Può darsi.
Ma appare evidente, comunque, che la maggior parte dei comuni che fanno parte del Parco dei Castelli Romani sono guidati da sindaci di centrosinistra e che a meno di poco immaginabili trattative «preventive», difficilmente un candidato del centrodestra sarebbe stato eletto.
Soprattutto perché se la legge regionale prevede che tra i sette membri del Consiglio Direttivo uno sia nominato dalla Provincia di Roma, si capisce al volo il gioco del centrosinistra: tre membri dei comuni più uno nominato da Zingaretti ci portano al controllo della gestione del parco.
Stando al comunicato che potete leggere di seguito, ora i sindaci di centrodestra, straniti dal blitz agostano, pensano di rivolgersi alla Polverini per reclamare sul metodo usato dal centrosinistra nella scelta dei candidati.
Eventualità che potrebbe riportare tutti, come nel Gioco dell'Oca, alla casella di partenza, ovvero al commissariamento dell'ente.
Se la Regione Lazio, come si diceva, voleva commissariare il Parco dei Castelli Romani ma non aveva il presupposto giuridico per farlo, ora potrebbero averglielo fornito su un piatto d'argento i sindaci di centrosinistra.
A dimostrazione che non sempre tutte le ciambelle escono con il buco, e che sopratutto farci passare per forza dentro uno come l'ing. Peduto non è proprio facilissimo.
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IL COMUNICATO DEI SINDACI DI CENTRODESTRA
Monte Porzio - Mercoledì 4 agosto alle ore 18.00 è stata convocata un’assemblea per «la designazione dei componenti del Consiglio Direttivo dell’Ente Parco Regionale dei Castelli Romani», prot. n°4138 del 23/07/10.
Presenti il presidente del Parco Gianluigi Peduto (foto sotto), il direttore Roberto Sinibaldi, il delegato del presidente della Provincia Nicola Zingaretti, il presidente dell’XI Comunità Montana, Giuseppe De Righi, e tutti i sindaci dei comuni dei Castelli Romani.

I sindaci di Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Nemi e Marino vogliono informare la comunità dei Castelli Romani di quello che è successo, della prepotenza manifestata dall’ente parco.
Il presidente del Consiglio Direttivo uscente, sindaco Maurizio Colacchi, con il presidente Peduto e il direttore Sinibaldi, presiedendo l’assemblea del 4 Agosto, hanno scritto una brutta pagina per la democrazia nel nostro territorio e per il Parco dei Castelli Romani.
Con il beneplacito e la complicità politica dei sindaci dei comuni di Albano Laziale, Ariccia, Frascati, Lanuvio, Rocca di Papa e Rocca Priora hanno nominato il nuovo Consiglio Direttivo dell’ente parco, senza che la designazione dei candidati all’elezione a detto organo collegiale fosse stata preceduta dalla più semplice forma di pubblicità.
Permettendo così la presentazione di curricula soltanto a coloro che erano stati «informati dagli amici degli amici».
Tra tutti non può che non risaltare la candidatura dell’Ing. Peduto, presidente uscente dell’ente parco, eletto successivamente membro del Consiglio Direttivo.
Una maniera di comportarsi che denota lo spregio della democrazia, una indecenza, in contrasto e in violazione della normativa vigente (L. 241/1990).
La designazione dei componenti del Consiglio Direttivo dell’ente Parco dei Castelli Romani è stabilita dall’art. 14 della L.R. n° 29 del 6 ottobre 1997.
Tutti i componenti devono «essere distinti per gli studi e per le attività nel campo della protezione dell’ambiente».
Sono designati un presidente, tre componenti individuati dalla comunità (oggetto di convocazione dell’assemblea di mercoledì scorso), uno individuato dalla Provincia di Roma, uno dalle organizzazioni professionali agricole e uno dalle associazioni ambientaliste a livello regionale o iscritte all’albo regionale del volontariato.
Non è arrivata nessuna informazione a riguardo, soltanto la convocazione per mercoledì 4 agosto.
Siamo in una palese violazione della succitata legge del 6 ottobre 1997.
In quest’ultima (art.16) si legge che la comunità dei sindaci designa i tre componenti del Consiglio Direttivo con adeguato curriculum.
Vogliamo denunciare l’assenza di pubblicità e di trasparenza per la nomina dei tre membri.
L’ente parco sta avendo una condotta antidemocratica, intollerante e prepotente.
Tutte le decisioni vengono prese «inter nos», animate soltanto dalla logica della «lottizzazione» politica, senza la minima concertazione con i sindaci e le comunità del territorio.
Siamo in palese violazione, altresì, della legge 241 del 1990 che implica la partecipazione necessaria al procedimento degli organi coinvolti e all’assoluta trasparenza negli atti e nei meccanismi decisionali.
Siamo sconcertati.
Invochiamo al più presto l’intervento della presidente Polverini e dell’assessore all’Ambiente Marco Mattei al fine di ripristinare la legalità nell’ente parco.
Le amministrazioni comunali di Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Nemi e Marino, infine, valuteranno al più presto la possibilità di condurre azioni legali per l’annullamento delle designazioni effettuate contro l’arrogante condotta del Parco dei Castelli Romani».
www.iltuscolo.it - venerdì 6 agosto 2010