Nostro servizio
ROMA - Il Tar del Lazio ha rinviato l'udienza, prevista per questa mattina, durante la quale sarebbe stato discusso il ricorso per l'annullamento delle elezioni comunali di Frascati del giugno 2009, presentato dal candidato del Popolo delle Libertà Vincenzo Conte (nella foto).
Il tribunale ha chiesto un ulteriore rinvio all'11 marzo 2010 (dopo la riapertura dei termini per permettere a Conte di notificare il ricorso al sindaco Stefano Di Tommaso) per l'indisponibilità legata a motivi di salute di uno dei togati che formano il collegio giudicante.
Nello stesso tempo, però, il Tar del Lazio ha predisposto che prima dell'udienza definitiva ci sia una fase dibattimentale con contraddittorio (fissata per giovedì 4 marzo 2010), durante la quale sarebbe prevista la riconta delle schede «contestate».
Conte, attuale consigliere comunale di minoranza a palazzo Marconi, fu sconfitto al primo turno da Stefano Di Tommaso, candidato dalla coalizione di centrosinistra, per un pugno di voti.
Preferenze «gonfiate ad arte», secondo il centrodestra, per permettere a Di Tommaso di evitare lo scoglio del secondo turno elettorale.
Il ballottaggio, infatti, avrebbe potuto riservare insidie inaspettate alla coalizione uscente, chiamata a raccogliere l'eredità politica del sindaco Francesco Paolo Posa, giunto affannosamente al termine del suo decennio da primo cittadino di Frascati.
Conte, raggiunto telefonicamente, commenta il maniera positiva la notizia: «La decisione del Tar - dichiara iltuscolo.it - non ci sorprende affatto. Come non ci ha sorpreso il fatto che era stata concessa una proroga per la notifica a Di Tommaso. E' evidente che il nostro ricorso è fondato e che le discrasie riscontrate tra i verbali ed i conteggi delle schede fanno pensar male. Noi siamo convinti di essere nel giusto e vogliamo andare fino in fondo. Che problema c'è a ricontare le schede? C'è stato un errore in buonafede? In malafede? Non spetta a noi dirlo. Ma è chiaro che la differenza è talmente minima...».
Il sindaco Stefano Di Tommaso, invece, si dimostra sereno nell'apprendere la notizia: «E' vero - conferma - c'è stata la richiesta per un'udienza con contraddittorio, ma ciò non farà altro che confermare quanto già evidenziato nei giorni successivi al voto. Come ricorderete sono state ricontrollate, dalla commissione mandamentale, alcune sezioni di voto prese a campione e non era risultato nulla di eclatante. Noi siamo più che tranquilli...».